Parasonnie

Con il termine parasonnie si indicano comportamenti, movimenti o vissuti anomali che compaiono durante il sonno. Ne sono esempi camminare, parlare o agitarsi restando di fatto addormentati, oppure vivere incubi o allucinazioni particolarmente vivide ed intense.

Panoramica


Gruppo eterogeneo di disturbi
Le parasonnie sono fenomeni non volontari, spesso spiacevoli, di natura motoria, verbale, comportamentale, emotiva o percettiva, che compaiono durante l'addormentamento, nel corso del sonno o al risveglio. A seconda della forma, possono tradursi in movimenti complessi, nell'incapacità temporanea di muoversi pur essendo coscienti, oppure in vissuti onirici particolarmente intensi o disturbanti.

Trattandosi di un gruppo eterogeneo di disturbi, i meccanismi cerebrali coinvolti non sono gli stessi in tutte le forme e cambiano a seconda della fase del sonno in cui l'episodio si verifica (NREM o REM). Ciò che le accomuna è il fatto che il fenomeno emerge senza un pieno controllo consapevole della situazione.

Perché non vanno sottovalutate
Le parasonnie possono mettere a rischio la sicurezza di chi ne è colpito e delle persone che gli stanno accanto: durante un episodio si possono verificare cadute, urti o comportamenti involontariamente aggressivi. Anche quando non comportano pericoli fisici, questi disturbi generano spesso disagio, ansia e un peggioramento generale della qualità del sonno e della vita quotidiana, sia per chi ne soffre sia per chi condivide la stanza o l'abitazione.

Inoltre, sebbene le parasonnie NREM siano generalmente di natura benigna, alcune parasonnie REM possono suggerire un processo di invecchiamento cellulare più rapido del normale.
Per queste ragioni, il riconoscimento precoce di determinati disturbi del sonno può contribuire non solo a migliorare la qualità di vita del paziente ma anche di monitorare la sua salute psicologica e neurologica.
 

Cause e fattori di rischio


Ogni stadio del sonno — leggero, profondo, REM — ha un pattern di attività cerebrale distinto e riconoscibile. In condizioni normali, il passaggio tra veglia e questi stadi avviene in modo ordinato e sequenziale, con un solo stato attivo alla volta.

Le parasonnie si verificano quando questo meccanismo non funziona correttamente: alcune caratteristiche tipiche di uno stato si sovrappongono a quelle di un altro, dando origine a una condizione "mista" in cui stati diversi possono coesistere simultaneamente.

  • Deprivazione di sonno. Un cervello "affamato" di sonno profondo è più propenso a risvegli parziali e incompleti. 
  • Stress. Lo stress frammenta il sonno, cioè aumenta il numero di micro-risvegli notturni. Ogni micro-risveglio è un punto di transizione, quindi un'occasione in più perché la transizione avvenga in modo incompleto. 
  • Arousal notturni ricorrenti. Diverse cause possono innescare un aumento di attenzione o risveglio parziale durante il sonno profondo, aumentando le occasioni di transizione incompleta tra stati: 
    • stimoli sensoriali esterni (suoni, voci, tocco);
    • apnee ostruttive del sonno, in cui ogni evento respiratorio termina con un arousal per ripristinare il tono delle vie aeree;
    • ambiente di sonno sfavorevole (luce, rumore, temperatura, condivisione del letto).
  • Alcol. Altera l'architettura del sonno: sopprime il REM nella prima parte della notte, poi ne causa un rimbalzo (rebound) nella seconda, con maggiore frammentazione e arousal. 
  • Farmaci. Alcune classi interferiscono con la regolazione degli stati del sonno. Ne sono esempi esempio benzodiazepine, ipnotici Z-drugs (Zolpiden) e alcuni antidepressivi. 
  • Vulnerabilità di specifici circuiti neuronali. In alcuni casi l'evento notturno non è favorito da un fattore esterno, ma da un danno diretto ai circuiti coinvolti. È il caso del disturbo comportamentale del sonno REM (RBD) che, quando si manifesta isolatamente, può rappresentare un segnale precoce di un processo neurodegenerativo.
     

Sintomi


Le parasonnie si distinguono in due gruppi, a seconda della fase del sonno in cui compaiono.

Parasonnie NREM: si verificano nelle fasi di sonno profondo (non-REM), tipicamente nella prima parte della notte. Studi recenti suggeriscono che durante questi episodi il cervello si trovi in uno stato dissociato: alcune aree si attivano, generando movimento o linguaggio, mentre altre – legate alla coscienza – restano in uno stato di sonno profondo. La persona può quindi alzarsi, camminare o mostrare reazioni emotive pur restando addormentata, e il giorno dopo non ricordare nulla dell'episodio:

  • sonnambulismo: la persona si alza dal letto, cammina, compie azioni complesse, restando addormentata e senza consapevolezza;
  • terrori del sonno (pavor nocturnus): risveglio improvviso con grande spavento, pianto o urla, spesso accompagnato da segni di forte attivazione (battito accelerato, sudorazione), senza un vero risveglio della coscienza;
  • risvegli confusionali: la persona si sveglia parzialmente in uno stato di confusione, con reazioni lente o disorientate, a volte irritabili.


Parasonnie REM: compaiono durante il sonno REM, la fase associata ai sogni più vividi, più frequente nella seconda parte della notte. A differenza delle forme NREM, il ricordo dell'episodio è più spesso presente. Possono essere legate a disfunzioni dell'atonia muscolare – l'immobilizzazione della muscolatura tipica del sonno REM, che normalmente evita di agire fisicamente i propri sogni – oppure a contenuti mentali (sogni o allucinazioni) particolarmente intensi e difficilmente tollerabili:

  • disturbo comportamentale del sonno REM (RBD): perdita dell'atonia muscolare tipica del sonno REM e azione fisica dei sogni, anche in modo violento;
  • paralisi del sonno: l'atonia muscolare persiste oltre il risveglio, per cui la persona è cosciente ma temporaneamente incapace di muoversi o parlare;
  • incubi ricorrenti: sogni particolarmente intensi o disturbanti, che causano un risveglio con marcato disagio emotivo.
     

Prevenzione e diagnosi precoce


 Alcuni fattori possono favorire la comparsa o peggiorare la frequenza delle parasonnie: 

  • modificabili: privazione di sonno, orari di sonno irregolari, stress, febbre, alcuni farmaci, consumo di alcol, altri disturbi del sonno non trattati;
  • non modificabili: familiarità/predisposizione genetica, età (più frequenti in età pediatrica per le forme NREM), presenza di alcune malattie (ad esempio alcune patologie neurologiche o psichiatriche). 

Agire sui fattori modificabili è spesso il primo passo, sia nella prevenzione sia nel trattamento. 
 

Trattamento


Le parasonnie sono disturbi del sonno piuttosto frequenti e possono influenzare in modo significativo la qualità di vita di chi ne soffre e dei propri familiari. Le cause non sono ancora completamente comprese, e questo limita in parte le possibilità di diagnosi e cura ottimali. 
Il trattamento viene definito in base al tipo di parasonnia (soprattutto distinguendo tra tipo NREM e REM), alla frequenza e alla gravità degli episodi, e può comprendere: 

  • misure di igiene del sonno e riduzione dei fattori di rischio modificabili; 
  • misure di sicurezza dell'ambiente in cui si dorme; 
  • psicoterapia; 
  • farmaci. 

Nel nostro laboratorio sono attivi gruppi di ricerca dedicati a queste patologie, con l'obiettivo di comprenderne meglio le cause e di migliorare in futuro le possibilità di diagnosi precoce e di cura. 
 

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