L’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) chiude il 2025 con un risultato d’esercizio positivo di 1,2 milioni di franchi, tornando all’utile dopo la perdita registrata nel 2024. I ricavi salgono a 977,3 milioni di franchi (+1,7%), mentre l’EBITDA raggiunge 49 milioni, pari al 5% dei ricavi. A trainare la crescita è soprattutto il settore ambulatoriale, che continua ad espandersi e rappresenta ormai una componente strutturale dell’attività ospedaliera.
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Risultato positivo e svolta ambulatoriale per contenere i costi della sanità
Numeri che confermano la solidità dell’Ente in una fase di forte trasformazione del sistema sanitario, dove sostenibilità economica e innovazione dei modelli di cura diventano fattori determinanti. «Il risultato conseguito nel 2025 conferma la bontà del percorso intrapreso: rigore gestionale, investimenti mirati e qualità delle cure», sottolinea Paolo Sanvido, presidente del Consiglio di amministrazione dell’EOC. «In un contesto complesso, l’EOC continua a garantire il proprio mandato pubblico con responsabilità e visione».
Accanto ai risultati economici, emerge con chiarezza il contributo concreto dell’Ente al sistema pubblico. Nel 2025, infatti, l’EOC ha ritornato al Cantone Ticino 8’000’000 di franchi, con un incremento del 10,3%, operando in un quadro caratterizzato da tariffe ospedaliere contenute e da un finanziamento non sempre adeguato di attività essenziali come la formazione dei medici.
Proprio la formazione dei medici - portata avanti da protagonista assoluta dalla nostra organizzazione - rappresenta una delle principali criticità strutturali: attività fondamentali per il futuro del sistema sanitario continuano a essere remunerate in modo insufficiente, ponendo una sfida che va oltre il singolo istituto e riguarda l’intero sistema.
In questo contesto, il rapporto 2025 evidenzia con forza la direzione intrapresa: lo sviluppo dell’attività ambulatoriale come leva strategica per contenere i costi e modernizzare la presa a carico. L’ambulatorializzazione non è solo un’evoluzione organizzativa, ma una condizione necessaria per la sostenibilità della sanità. Ridurre le degenze quando non strettamente necessarie significa diminuire i costi strutturali, ottimizzare l’utilizzo delle risorse e liberare capacità per i casi più complessi. Allo stesso tempo, permette di offrire cure più rapide, meno invasive e meglio integrate con il territorio.
«L’ambulatoriale è oggi uno degli strumenti più efficaci per contenere la crescita dei costi sanitari senza compromettere la qualità delle cure», sottolinea il direttore generale Glauco Martinetti. «Significa fare la cosa giusta per il paziente, ma anche utilizzare in modo più responsabile le risorse a disposizione del sistema».
È un cambio di paradigma netto: una medicina ancora centrata prevalentemente sulla degenza ospedaliera risulta oggi più costosa e meno efficiente. Al contrario, modelli orientati all’ambulatoriale rappresentano la risposta più efficace per coniugare qualità delle cure e sostenibilità finanziaria. Questa direzione è sostenuta anche da progetti concreti, come l’accordo siglato con la Comunità di acquisti HSK e il sostegno del Cantone Ticino per lo sviluppo della chirurgia ambulatoriale, destinato a rafforzare ulteriormente questa trasformazione.
Il 2025 segna inoltre un passaggio strategico con la creazione di IDISI, l’Istituto di Diagnostica Integrata della Svizzera Italiana, che rafforza l’integrazione tra competenze, tecnologie e processi clinici. L’Istituto rappresenta un pilastro della trasformazione digitale dell’EOC, favorendo efficienza, qualità e coordinamento delle attività diagnostiche. «Con IDISI e con il rafforzamento dell’ambulatoriale accompagniamo un cambiamento già in atto», aggiunge Glauco Martinetti. «La sfida è chiara: garantire cure di qualità sempre più accessibili, sostenibili e vicine ai bisogni della popolazione».
Parallelamente, l’EOC continua a investire in infrastrutture, tecnologie e sistemi informativi, consolidando le basi per lo sviluppo futuro della rete ospedaliera cantonale.
I risultati del 2025 delineano così un EOC che evolve: solido nei conti, determinato nell’innovazione e protagonista di un cambiamento necessario, in cui l’ambulatorializzazione diventa uno degli strumenti chiave per garantire una sanità sostenibile nel lungo periodo.
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