Ospedale regionale di Locarno La Carità: l'attività nel 2003

16 aprile 2004

Il numero complessivo di ricoveri all’Ospedale La Carità di Locarno, lo scorso anno, è salito leggermente rispetto al 2002. L’aumento è stato di 586 giornate di cura (+1,1%) e di 29 pazienti (+ 0,4%). Sono stati assistiti 7’222 pazienti con 55’495 giornate di cura, di cui il 77.9% in camera comune.
La degenza media è rimasta invariata (7,7 giorni), mentre l’occupazione media dei letti è salita di un punto, dall’86% all’87% con un effettivo di 175 letti.
Il 34% dei pazienti è stato ricoverato nel reparto di chirurgia, il 33% in medicina, il 15% in ginecologia e ostetricia, il 13% in pediatria e il 5% in neonatologia; 648 i pazienti che hanno usufruito delle cure intense.

ONCOLOGIA, UN’ATTENZIONE PARTICOLARE AL RAPPORTO FRA PAZIENTE E MEDICI Oncologia a Locarno la maggior crescita Come accade da alcuni anni, anche nel 2003 l’ospedale locarnese è quello che ha avuto il maggior incremento dell’attività in oncologia rispetto agli altri ospedali dell’EOC. Grazie alle sinergie sviluppate nell’ambito dell’Istituto oncologico della Svizzera italiana di Bellinzona (IOSI), l’ospedale riesce a garantire cure sempre aggiornate e la presenza di oncologi specializzati nei diversi tipi di tumore. Questa varietà di interventi presuppone un’attenzione particolare per il rapporto fra paziente e medici. L’ospedale sta lavorando in tale direzione, consapevole che anche in una struttura di rilevanti dimensioni il paziente oncologico debba trovare riferimenti sicuri dal punto di vista medico e umano. Dialisi e persone anziane Il servizio di nefrologia di Locarno è confrontato con un un aumento del numero di pazienti in emodialisi che è da riferire in particolare alla terapia di pazienti anziani con numerose patologie. L’innalzamento dell’età media registrato è da attribuire al miglioramento continuo della qualità delle cure; situazione che da un lato garantisce la sopravvivenza in particolare cardiaca anche nel contesto di una malattia (diabete, malattie vascolari) che colpisce più organi essenziali alla vita e dall’altro permette di proporre la dialisi anche a pazienti estremamente fragili. Altri dati I parti sono stati 400, in diminuzione rispetto al 2002 (431). L’attività ambulatoriale è aumentata con un totale di 31'509 pazienti curati. Si è registrato un più importante aumento di attività nei servizi di emodialisi e fisioterapia. Le visite in pronto soccorso sono aumentate di 542 unità passando da 20'570 visite nel 2002 a 21'112 (+ 2.6%). Fra il corpo medico si segnala l’arrivo del nuovo primario d’anestesia, il dr. Mario Maggiorini, che ha iniziato la sua attività nel mese d’aprile e che ha così completato il team del servizio d’anestesiologia. Romania, progetto concluso Alla fine dell’anno si è inoltre concluso il progetto di aiuto all’ospedale ginecologico di Botosani, in Romania, durato 6 anni. È stato infatti compiuto l’ultimo viaggio in Romania in occasione del quale sono stati sostituiti gli apparecchi di sterilizzazione. Clinica Hildebrand Nel 2003 è stata rafforzata la collaborazione con la Clinica Hildebrand di Brissago nell’ambito della riabilitazione. Lo specialista in neurologia e in fisiatria della clinica visita con i medici dell’ospedale le potenzialità riabilitative del paziente degente alla Carità. Si garantisce così, oltre ad una migliore integrazione, la continuità delle cure al momento del suo trasferimento a Brissago. Nell’accordo con la clinica figurano altri aspetti importanti: la collaborazione fra le due fisioterapie e la formazione continua del personale delle due strutture sanitarie.

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