Ortopedia e traumatologia Ospedale Regionale di Lugano e Bellinzona
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Lesioni complesse - fratture Indietro

Lesioni complesse

In cosa consiste questa condizione
È la lesione di una o più strutture della mano che contribuiscono alla sua funzionalità. La presenza della lesione di un tendine non consente il completo movimento della mano o del dito interessato. La lesione di un nervo può provocare la perdita della sensibilità nelle dita e in alcuni casi anche la perdita di forza nella mano.

La lesione di un vaso sanguigno, in particolare di una arteria, può ridurre l’afflusso di sangue alla mano o alle dita interessate; in molti casi l’afflusso di sangue rimane comunque sufficiente ma in lesioni complesse le dita possono rischiare di non sopravvivere a causa della mancanza di sangue. Spesso una lesione traumatica coinvolge tutte queste strutture, come nelle amputazioni o nei traumi complessi, e spesso provoca
anche la rottura delle ossa (frattura) che costituiscono lo scheletro della mano.

Cosa potrebbe accadere se l’intervento non venisse eseguito
Se un tendine non viene riparato il movimento che lui permetteva non può essere recuperato. Se un nervo non viene riparato può rimanere un’area più o meno ampia in cui non viene percepita la sensibilità ovvero il tatto. In una ferita complessa con lesione di più arterie, se queste non vengono riparate, una o più dita potrebbero non sopravvivere e quindi potrebbe risultare necessaria una amputazione in un secondo momento. Nelle amputazioni traumatiche, quando è possibile “riattaccare” il pezzo amputato, l’intervento deve essere eseguito in tempi brevi altrimenti non sarà più possibile una riparazione e si renderà necessario un diverso intervento per permettere al moncone residuo di guarire. La mancata riparazione di alcune fratture delle ossa potrebbe lasciare delle deformità e delle limitazioni, anche importanti, nella funzionalità della mano.

In cosa consiste l’intervento.
Lo scopo dell’intervento è quello di ispezionare attentamente la ferita per cercare tutte le lesioni importanti e tentare di ripararle. Per fare ciò di solito è necessario ampliare la ferita anche di molto, per poter lavorare agevolmente su tutte le strutture da riparare. In alcuni casi potrebbe essere necessario prelevare altri tessuti sani per “spostarli” o trapiantarli nella sede della lesione; questo avviene spesso per la cute ma può essere necessario anche per i tendini, i nervi, i vasi sanguigni e l’osso. Nelle lesioni complesse e nelle amputazioni l’intervento potrebbe durare anche molte ore. Il tipo di anestesia verrà stabilito dall’anestesista in base a molti fattori tra i quali il tipo di lesione e la possibile durata dell’intervento oltre che le condizioni generali del paziente.

Fratture

In cosa consiste questa condizione
Si tratta della rottura di un osso che solitamente si accompagna al dolore, al gonfiore, e alla difficoltà ad utilizzare la parte traumatizzata che talvolta ha anche un aspetto deformato.

Cosa potrebbe accadere se l’intervento non venisse eseguito
La frattura potrebbe guarire spontaneamente ma spesso ciò accade con dei difetti che potrebbero ripercuotersi pesantemente sulla funzionalità della parte interessata. La frattura, in base al tipo di osso in cui avviene, potrebbe anche non saldarsi spontaneamente e quindi diventare una “pseudoartrosi” (particolarmente frequente per lo Scafoide) con conseguente dolore, limitazione della funzionalità e con la necessità di eseguire un intervento chirurgico in un secondo momento.

In cosa consiste l’intervento
Lo scopo dell’intervento è quello di rimettere nella giusta posizione l’osso rotto ”bloccarlo” (sintesi) in questa posizione per un tempo sufficiente alla sua guarigione. Per fare ciò, in base al tipo di osso e al tipo di frattura, potrebbe essere sufficiente fissare i “pezzi” dall’esterno della cute con dei fili metallici o dei fissatori esterni oppure potrebbe essere necessario tagliare la cute per accedere direttamente alla frattura e fissarla così con dei mezzi metallici dall’interno (placche, viti, ecc.). Il tipo di anestesia verrà stabilito dall’anestesista in base a molti fattori tra i quali il tipo di frattura e la possibile durata dell’intervento oltre che le condizioni generali del paziente.

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