Oncologia del colon-retto

Il tumore del tratto colorettale colpisce circa una persona su venti e raramente prima dei 50 anni d’età. Quasi sempre nasce come un polipo benigno che, nell’arco di alcuni anni, si trasforma in tumore. Nel Centro Colon-retto della Svizzera Italiana lavora un team multidisciplinare che si occupa in modo mirato di queste problematiche.

La specialità

Come per altri tumori ad alta incidenza, anche nella cura del paziente con carcinoma del colon-retto il modello di cura EOC è quello dei Centri Oncologici Specialistici (COS), la risposta più moderna e più efficace alla malattia oncologica. 

Il Centro Oncologico

Centri di competenza strutturati per organo, i COS organizzano e ottimizzano la presa in carico del paziente con malattia tumorale in una rete di cura multidisciplinare e interprofessionale. Il modello prevede il coinvolgimento trasversale e coordinato di professionisti con specializzazioni complementari, la centralizzazione delle prestazioni altamente specialistiche e un servizio di accompagnamento alla terapia e alla guarigione in tutti gli ospedali EOC.

Grazie a questo modello di cura, EOC offre a tutti i pazienti ticinesi protocolli di cura sempre aggiornati sui più alti standard internazionali e l’accesso al migliore percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale.
 

Cosa curiamo

  • Tumori dell’intestino (intestino tenue, colon, retto, ano, appendice, o intestino tenue).
  • Tra i vari tipi l’adenocarcinoma (il più frequente), il carcinoma squamocellulare, il tumore gastrointestinale stromale (GIST) o il tumore neuroendocrino (NET).
  • Polipi voluminosi del colon-retto.
  • Tumori del colon-retto derivanti da condizioni familiari predisponenti, ad esempio poliposi adenomatosa familiare (FAP), sindrome di Gardner e altri. 

 

Diagnosi e trattamenti

Diagnosi

La diagnosi di una neoplasia del colon-retto avviene in generale tramite colonscopia. In alcune situazioni viene scoperto tramite TAC dell’addome, in particolare in pazienti che si presentano in urgenza con un’occlusione intestinale dovuta al tumore.   

  • La colonscopia è un esame che viene eseguito in sedazione, previa pulizia dell’intestino tramite una purga. Non necessita il ricovero in ospedale. Soprattutto permette l’identificazione e allo stesso tempo l’asportazione immediata di polipi di piccole-medie dimensioni. Per polipi più voluminosi o sospetti di malignità, si possono eseguire biopsie per fare una diagnosi precisa e pianificare il trattamento definitivo. 
  • Se il polipo risulta troppo voluminoso per essere asportato subito, si eseguono biopsie per analizzarlo sotto microscopio.   
  • In caso di sospetto o conferma di lesione maligna, il paziente viene sottoposto a esami radiologici per capire se esistono o meno segni di diffusione della malattia in altri organi oltre l’intestino (in generale fegato, linfonodi, polmone). Questi accertamenti includono la TAC (tomografia computerizzata), la RM (risonanza magnetica), l’endosonografia, o la PET (positron emission tomography). 

Ulteriori accertamenti includono i seguenti esami patologici: 

  • Biopsia endoscopica: da campioni tessutali relativamente piccoli si possono ottenere numerose informazioni quali la presenza o meno di tessuto tumorale e la definizione del tipo tumorale. Si possono inoltre ottenere informazioni utili sulla biologia molecolare anche per una eventuale terapia del tumore.   
  • Dopo asportazione chirurgica o endoscopica della lesione, il tessuto resecato viene analizzato e refertato secondo linee guida nazionali ed internazionali. Vengono forniti all’oncologo tutti i fattori prognostici necessari alla presa a carico ottimale del paziente (estensione della neoplasia, stato dei linfonodi regionali, stato dei margini di resezione). 

Trattamenti

Il tumore del tratto colorettale non crea sintomi specifici se non occasionali alterazioni del transito intestinale o subdole perdite di sangue. Nella fase precoce, un polipo può essere facilmente asportato tramite colonscopia, mentre un tumore dell’intestino richiede in generale un intervento chirurgico a volte associato, a dipendenza dello stadio e della posizione, a terapie supplementari quali chemioterapia, immunoterapia o radioterapia.

  • La chirurgia rappresenta ancora la parte centrale del trattamento del tumore del colon-retto. Secondo lo stadio, la localizzazione ma anche il contesto del paziente, si sceglie la tipologia d’intervento più adatta. In EOC, la chirurgia mini-invasiva (laparoscopia o con il robot Da Vinci ®) è lo standard; la laparotomia (taglio grande in addome) è riservata per casi particolari. 
    • Resezione del colon (colectomia): asportazione di un segmento del colon e ricollegamento delle parti restanti.
    • Resezione del retto: intervento specialistico, eseguito in tecnica mini-invasiva, spesso combinando laparoscopia, robotica, o chirurgia trans-anale, con particolare attenzione a evitare la necessità di confezionamento di una stomia (“sacchetto”).
    • Resezione trans-anale: per tumori superficiali, si passa attraverso l’ano con strumenti chirurgici per asportare il tumore risparmiando l’organo.
    • Resezione e altri trattamenti per metastasi epatiche: eseguite in chirurgia laparoscopica, robotica o aperta, o con interventi radiologici, permette a un numero importante di pazienti di guarire anche in caso di malattia avanzata.  


I pazienti sottoposti a resezioni del colon-retto sono presi a carico in modo multi-disciplinare con il “protocollo di cure per-operatorie ERAS”, che contribuisce a minimizzare il rischio di complicanze, la durata di degenza in ospedale e a garantire un recupero accelerato.  

  • La radioterapia eventualmente associata a chemioterapia e all’ipertermia, utilizza radiazioni ionizzanti ad alta energia per “distruggere” le cellule tumorali, cercando al tempo stesso di salvaguardare i tessuti e gli organi sani circostanti. È un trattamento ambulatoriale e non prevede procedure invasive. Può avere diverse finalità:  
    • Intento pre-operatorio (neoadiuvante): si esegue prima dell’intervento chirurgico di resezione del retto associata o meno a chemioterapia per ridurre le dimensioni e l’estensione del tumore riducendo il rischio di recidiva locale; 
    • Intento curativo: si esegue associata o meno a chemioterapia allo scopo di eliminare radicalmente tutte le cellule tumorali presenti nel retto e/o nei linfonodi pelvici; 
    • Intento post-operatorio (adiuvante): si esegue dopo l’intervento chirurgico in caso di presenza di rischio di recidiva locale; 
    • Intento palliativo: si esegue nei pazienti in cui la malattia si è diffusa ad altri organi. Si può effettuare un trattamento palliativo anche sul retto quando la malattia è localmente estesa e può condizionare una sintomatologia locale da occlusione del retto, compressione/infiltrazione degli organi vicini. 

 

  • Il trattamento medico si utilizza per curare i tumori del colon-retto in diverse fasi della malattia. Esistono molteplici farmaci che possono essere usati singolarmente o, molto più spesso, combinati tra loro: chemioterapia, immunoterapia e farmaci a bersaglio molecolare. I farmaci antitumorali nei tumori del colon-retto si utilizzano in diverse situazioni: 
    • In assenza di metastasi in altri organi: nei tumori del colon, come terapia aggiuntiva dopo la chirurgia per ridurre il rischio di una recidiva del tumore se l’analisi istologica (sotto microscopio) del tessuto resecato dimostra fattori di rischio (per esempio cellule tumorali nei linfonodi).  Nei tumori del retto, la chemioterapia si utilizza prima dell’intervento insieme alla radioterapia, potenziandone l’effetto terapeutico, per ridurre la massa tumorale fino a volte alla sua scomparsa completa. In questo modo, si riduce il rischio di recidiva locale e a volte, in caso di scomparsa completa, si evita del tutto l’intervento chirurgico. 
    • Nella malattia metastatica limitata al fegato: se al momento della diagnosi il tumore risulta già diffuso al fegato (la sede più comune di metastasi), la chemioterapia, eventualmente associata a nuovi farmaci ad azione mirata, viene spesso somministrata prima di altri trattamenti, con lo scopo di far regredire o stabilizzare le lesioni nel fegato, fino a permetterne l’asportazione chirurgica.
    • Nella malattia metastatica, con diffusione a più organi: in questo caso lo scopo delle cure è cercare di rallentare la crescita della malattia. La scelta dei nuovi farmaci a bersaglio molecolare che hanno un’azione molto mirata, per stabilire l’efficacia viene basata su indagini molecolari sul tessuto tumorale. 


I professionisti in Cure Palliative e di Supporto sono parte integrante del team e si inseriscono nel piano di cura chirurgico, oncologico e radioterapico, in risposta ai bisogni che emergono. 

Approfondimenti

Informazione e sensibilizzazione

L’oncologia del colon-retto ha un ruolo anche nel fornire informazioni, chiarimenti e spiegazioni riguardanti le problematiche dei pazienti relative al carcinoma del colon-retto, nonché nel sensibilizzare ed informare l’opinione pubblica sul tema. 

Oggi terapie all’avanguardia e collaborazione multidisciplinare vengono offerte con l’obiettivo di garantire al paziente la più alta possibilità di cura, riducendo i disagi e i rischi di perdita di funzionalità.

Qualità e sicurezza delle cure  

Riunioni multidisciplinari 
Le riunioni multidisciplinari o multi-disciplinary meeting (MDM) sono uno strumento elaborato per garantire ulteriormente la qualità e la sicurezza delle cure offerte. Le riunioni multidisciplinari hanno inoltre lo scopo di assicurare ai pazienti l’accesso alle migliori decisioni terapeutiche grazie al coinvolgimento di più figure specialistiche nella definizione e gestione della terapia pre e post operatoria. 

Inoltre, l’Ospedale Regionale di Lugano è annoverato tra i pochi centri in Svizzera con mandato di Medicina Altamente Specializzata (MAS) per la chirurgia del retto basso.
Non da ultimo, dal 2013 in diverse sedi EOC vengono applicati i protocolli ERAS per le cure peroperatorie ai pazienti operati per tumori del colon-retto, cure che favoriscono e accelerano il processo di recupero post operatorio e limitano eventuali complicanze.

Lega cancro Ticino

Nell’ambito dell’oncologia del tratto colorettale la collaborazione con la Lega cancro Ticino, mette a disposizione dei pazienti una consulenza specialistica in ambito sociale e di riabilitazione oncologica intensiva, offrendo a pazienti e familiari consulenza e sostegno in ambito amministrativo, finanziario e altro.  
Tramite i suoi uffici regionali (Bellinzona, Locarno, Lugano, Mendrisio), la Lega è a disposizione di tutti i pazienti e familiari per la consulenza in ambito sociale, psicologico e riabilitativo.  

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito o chiamando il numero 091 820 64 20.
Inoltre è a disposizione la linea telefonica Info cancro allo 0800 11 88 11 dove un’infermiera con specializzazione in area oncologica risponde alle domande di pazienti e familiari nelle tre lingue nazionali. 

La Lega supporta inoltre la ricerca in ambito oncologico, propone campagne informative sulla prevenzione e collabora con associazioni di auto-aiuto. 

Medici

Responsabile clinico

 

 

 

Medici del core team chirurgico