Il nuovo centro di emodialisi ambulatoriale dell’OBV

03 maggio 2005

E’ stato presentato oggi martedì 3 maggio all’Ospedale Regionale della Beata Vergine il nuovo Centro di emodialisi ambulatoriale; ne è responsabile il Dr Claudio Cereghetti, vice primario di medicina, specialista FMH in nefrologia. Il servizio, situato al quarto piano dell’edificio, dispone di 10 postazioni, collocate in un ambiente sanitario molto confortevole, accogliente e nello stesso tempo discreto; si tratta di requisiti indispensabili per pazienti costretti a sottoporsi mediamente a 3 sedute settimanali, della durata di circa 3 ore ciascuna. Il centro opera in stretta collaborazione sul piano medico, infermieristico e organizzativo con quello dell’Ospedale Civico di Lugano. Entrambi fanno parte del costituendo Servizio di nefrologia dell’EOC. La notevole crescita di pazienti emodializzati cronici intervenuta nell’ultimo decennio, a partire dal 1995, ha determinato un forte utilizzo della stazione dell’Ospedale Civico. L’apertura del servizio dell’OBV permette di riequilibrare il flusso dei pazienti, migliorando l’accoglienza a Lugano e riducendo notevolmente i disagi ai pazienti del Mendrisiotto. Questi sono attualmente venticinque; la maggior parte anziani, che soffrono di pluripatologie e non sono autonomi negli spostamenti. La maggior disponibilità di posti permette inoltre di riattivare l’accoglienza dei pazienti che in Ticino trascorrono le vacanze, che prima è stata forzatamente limitata per dare la precedenza ai residenti. La creazione della stazione di emodialisi di Mendrisio era stata richiesta più volte dalla popolazione negli ultimi anni, sostenuta dalle varie autorità, tra queste il deputato al Gran Consiglio Valerio Gerosa, di Chiasso, ora scomparso. Le condizioni per giustificare lo sdoppiamento del servizio di Lugano sono maturate nel frattempo. Con un investimento di 1,4 milioni di franchi, l’OBV mette a disposizione degli ammalati del Mendrisiotto la stazione di emodialisi più moderna del Cantone. La tendenza nel settore delle malattie croniche in nefrologia è all’aumento; ciò è dovuto in particolare all’invecchiamento della popolazione e alla difficoltà di reperire organi per il trapianto. Il passaggio da 2 a 3 sedute settimanali garantisce una miglior qualità della vita dei pazienti ed è conforme agli standard internazionali.

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