Impianto di un nuovo sistema di irradiazione mammaria eseguito per la prima volta in Svizzera all'Ospedale regionale Bellinzona e Valli

28 maggio 2004

L’esperienza dell’incontro con la malattia oncologica segna uno spartiacque molto profondo nella vita delle persone colpite da un tumore. E’ una cesura, un inciampo; niente è più come prima perché la malattia cambia le prospettive, il senso del tempo, delle relazioni e dei valori. Le conseguente psicologiche di un intervento possono essere anche molto drammatiche; la sofferenza ed il disagio possono provocare nel paziente depressioni ed incertezze sulle possibilità di guarigione e sulla qualità di vita che lo aspetta. Al primo posto, per incidenza e mortalità, tra i tumori maligni della popolazione femminile troviamo, nei Paesi Industrializzati, il tumore al seno, prima causa di morte nella fascia d’età tra i 35 e i 44 anni e la seconda per le donne oltre i 55 anni. Questo rende necessario un adeguamento del sistema sanitario ad una domanda crescente di prestazioni diagnostiche e terapeutiche, sia per la prevenzione sia per la terapia post-operatoria. Recentemente la collaborazione tra Il Centro Cantonale di Senologia (Dr. L. Bronz, Dr. A. Costa) dell’Ospedale San Giovanni di Bellinzona e il Reparto di Radio-Oncologia (Dr. J. Bernier, Dr.ssa A. Richetti) dello IOSI, ha permesso il primo impianto in Svizzera di un nuovo dispositivo chiamato “Mammosite” prodotto negli Stati Uniti, che permette di accorciare drasticamente le sedute di radioterapia post-operatoria dopo un intervento conservativo per tumore al seno. Di cosa si tratta esattamente? Il “Mammosite” è un catetere con un palloncino gonfiabile che viene inserito nella zona della mammella dalla quale è stato asportato il tumore. Durante la terapia post-operatoria il catetere viene collegato alla brachiterapia, apparecchiatura che rilascia un flusso di sostanze radioattive che irradiano dall’interno solo la parte dove era situato il tumore. Il “Mammosite” rappresenta un’ottima opportunità per trattare donne affette da tumore alla mammella e offre molti vantaggi: permette di localizzare le radiazioni nella zona colpita dal tumore e le irradia dall’interno non dall’esterno, evitando dispersioni ed eritema cutaneo. Inoltre consente una riduzione dei tempi di terapia con grandi vantaggi soprattutto per gli anziani e per chi non ha accompagnatori. “Abbiamo iniziato ad usare il nuovo dispositivo nel nostro reparto all’interno di uno studio pilota condotto in una popolazione di pazienti con piccoli tumori del seno”, spiegano i responsabili del team medico dell’ORBV che hanno introdotto questa nuova tecnica di irradiazione in Svizzera. I primi risultati fanno credere che il nuovo apparecchio avrà un ruolo importante nel trattamento del carcinoma mammario in Europa e il team del Centro cantonale di Senologia è convinto che molte donne decideranno di avvalersi della chirurgia conservativa. Dr. L. Bronz Dr. A. Costa Centro cantonale di senologia PD Dr. J. Bernier Dr.ssa A. Richetti Servizio di Radio-Oncologia IOSI M. Morisoli Direttore Ospedale Regionale di Bellinzona e Valli

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