Trattamenti
Lo sviluppo di sintomi di allarme di un tumore del polmone è, di solito, abbastanza tardivo e, per questo, soltanto il 30-50% dei pazienti risulta operabile alla diagnosi. Tuttavia, i progressi in campo medico degli ultimi anni hanno permesso di offrire trattamenti efficaci alla maggior parte dei pazienti.
- La chirurgia rappresenta il pilastro del trattamento radicale e può essere proposta in prima battuta o a completamento di altri tipi di terapie. Il polmone è costituito da diramazioni sempre più fini di bronchi, arterie e vene, tanto da poter essere rappresentato da un albero. Ogni resezione polmonare deve tenere conto della sua anatomia.
- Chirurgia polmonare anatomica:
- L’intervento più frequentemente proposto è la lobectomia, ovvero l’asportazione di una porzione del polmone che rappresenta una unità morfo-funzionale.
- L’estensione della resezione può limitarsi ad un lobo, a due lobi o all’intero polmone.
- Recenti progressi in ambito tecnico, ci permettono di proporre, in certi casi, anche interventi più limitati che prendono il nome di segmentectomia.
- Chirurgia polmonare non-anatomica: si parla in questo caso di “wedge” ovvero di “fetta”. Le wedge sono piccole resezioni polmonari che vengono proposte per diagnosi o per trattamento di metastasi oppure in caso di funzione respiratoria limitata.
- Altri interventi che vengono riservati ai tumori degli organi toracici sono:
- Timectomia.
- Biopsie pleuriche/pleurodesi.
- Biopsie linfonodali/asportazione.
Tutti questi interventi possono essere effettuati in tecnica aperta o con la chirurgia mini-invasiva, a seconda della problematica. L’oncologia del polmone in EOC ha a disposizione sia la tecnica toracoscopica che la tecnica robotica. Ogni intervento viene disegnato in base alle caratteristiche e alla localizzazione del tumore e in base alle peculiarità di ogni paziente.
- Radio-oncologia: la radioterapia, eventualmente associata alla chemioterapia, utilizza radiazioni ionizzanti ad alta energia per “distruggere” le cellule tumorali, cercando al tempo stesso di salvaguardare i tessuti e gli organi sani circostanti. È un trattamento ambulatoriale e non prevede procedure invasive. Può avere diverse finalità:
- Intento curativo: si esegue allo scopo di eliminare radicalmente tutte le cellule tumorali presenti nel polmone e/o nei linfonodi loco regionali interessati dalla malattia (puo’ essere effettuata in modalità esclusiva o in associazione alla chemioterapia).
- Intento post-operatorio (adiuvante): si esegue entro pochi mesi dopo l’intervento chirurgico di lobectomia e linfadenectomia, al fine di ridurre rischi di recidiva loco-regionale, qualora ci siano dei fattori di rischio evidenziatisi all’esame istologico post-operatorio definitivo (margini positivi e/o superamento della capsula linfonodale).
- Intento pre-operatorio (neo-adiuvante): si esegue prima dell’intervento chirurgico (spesso associata a chemioterapia) al fine di ridurre la malattia tumorale e rendere operabile un tumore.
- Intento palliativo: si esegue nei pazienti in cui la malattia si è diffusa ad altri organi ed ha la finalità di migliorare/risolvere un sintomo legato alla malattia tumorale.
- Oncologia medica: valuta l’indicazione alla terapia con farmaci antitumorali che si utilizzano in diverse situazioni e vengono usati anche in combinazione. La scelta della terapia dipende dallo stadio del tumore, dal sottotipo istologico e dal profilo molecolare del tumore.
- Nello stadio localizzato: l’aggiunta della chemioterapia (e in alcuni casi dell’immunoterapia) alla chirurgia e/o alla radioterapia a dosi curative ha lo scopo di ridurre il rischio di ricomparsa della malattia.
- Nella malattia metastatica: l’immunoterapia e la chemioterapia rappresentano la base del trattamento bloccando la progressione delle cellule tumorali a livello delle sedi metastatiche.
- I tumori polmonari che presentano mutazioni particolari a livello di specifici geni (come EGFR, ALK, ROS1) possono essere trattati con terapie a bersaglio molecolare (target therapy).
In caso di ricomparsa del tumore o di progressione di malattia in corso di un trattamento oncologico: i farmaci antitumorali hanno lo scopo di tenere la malattia sotto controllo e di rallentare la sua evoluzione.
Al fine di valutare la stadiazione e la ri-stadiazione del tumore polmonare dopo terapia si eseguono i seguenti esami di medicina nucleare:
- Scintigrafia ossea: metodica di diagnostica che permette di valutare il grado di attività metabolica dello scheletro e di riconoscere qualsiasi lesione che provoca un'alterazione distrettuale del turnover metabolico dell'osso come le lesioni metastatiche.
- FDG-PET-CT: metodica di medicina nucleare che mette in evidenza le lesioni tumorali in quanto le cellule tumorali presentano un metabolismo glucidico aumentato ed accumulano F18- FDG.
- Scintigrafia polmonare: metodica che serve a quantificare le riserve funzionali polmonari pre-intervento chirurgico.
I professionisti in Cure Palliative e di Supporto sono parte integrante del team e si inseriscono nel piano di cura chirurgico, oncologico e radioterapico, in risposta ai bisogni che emergono.