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Clinica di cure palliative e di supporto 
IOSI - Ospedale Regionale di Bellinzona e Valli
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Cure di fine vita Indietro

 

È importante che infermieri e medici assumano consapevolezza dei loro atteggiamenti e sentimenti verso la morte, accettandone il processo come parte della vita. Questo permetterà loro di:

  • Valutare la comprensione del paziente e della famiglia su ciò che sta avvenendo
  • Condividere il procedere con il paziente e con la famiglia in modo continuativo e regolare e ad ogni cambiamento della situazione clinica
  • Valutare e rispondere ai bisogni spirituali, psicologici, fisici e sociali del paziente e della famiglia
  • Comprendere e applicare i principi fondamentali della comunicazione di fine vita (SPIKES) e della bioetica nel percorso decisionale (principio di beneficenza/non maleficenza, principio di autonomia e principio della equa distribuzione delle risorse)
  • Educare la famiglia circa i segni e i sintomi degli ultimi giorni e ore di vita, tenendo conto della spiritualità del paziente, delle esigenze culturali e dei bisogni specifici per l’età
  • Rispettare i desideri e le direttive anticipate del paziente

Come riconoscere la prossimità della morte

In assenza di cause reversibili alla progressione e al deterioramento del paziente, ci sono determinati sintomi e segni che compaiono, spesso in combinazione, che possono aiutare a riconoscere questa fase:
Condizioni generali: grave astenia, febbre, insonnia, allettamento
Respirazione: pause respiratorie, rantoli, dispnea, tosse
Disfunzioni urinarie: incontinenza, ritenzione urinaria, anuria
Dolore: contrazioni, spasmi
Stato cognitivo: irrequietezza, stato confusionale con o senza agitazione
Cute: edemi, sudorazioni, pelle marmorizzata, aspetto allungato del viso
Tratto gastrointestinale: anoressia, difficoltà di deglutizione, nausea e/o vomito

Atteggiamento terapeutico e controllo dei sintomi

Riconoscere che il paziente sta morendo comporta un cambio di rotta nella presa in carico a cui conseguono nuovi obiettivi ed un nuovo piano di cura individualizzato. Il sollievo dei sintomi negli ultimi giorni di vita deve essere prioritario rispetto al controllo dei meccanismi fisiopatologici che stanno alla base del sintomo stesso.

  • Sospendere tutti i farmaci non necessari al controllo dei sintomi della fase terminale
  • Assicurarsi che siano prescritte delle riserve per i sintomi più comuni (dolore, dispnea, agitazione/stato confusionale, rantolo, nausea/vomito)
  • Valutare la via di somministrazione più adeguata (la posa di un Butterfly s.c. è una buona opzione per somministrare i farmaci necessari per palliare i sintomi più frequenti)
  • Rivalutare frequentemente e con regolarità il paziente
  • Discutere e prendere posizione sull’idratazione e nutrizione
  • Non eseguire indagini diagnostiche inutili e ridurre/adattare i controlli (PA/Fc, temperatura, glicemia)
  • Prendersi cura dei familiari, confrontarsi frequentemente con loro, informandoli sul significato delle scelte terapeutiche
  • È importante spiegare il perché del nostro agire alla famiglia per evitare che “il non fare” venga interpretato come un abbandono terapeutico
  • Agire con calma e ascoltare (paziente, famiglia e curanti)


Check list – Cure di fine vita

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Referenze: 

  1. Klinkenberg M, Willems D.L, Van der Wal G. and Deeg D.J.H. Symptom burden in the last week of life. Journal of Pain and Symptom Management, January 2004; 27 (1): 5-13.
  2. Potter J, Hami F, Bryan T, Quigley C. Symptoms in 400 patients referred to palliative care services: prevalence and patterns. Palliat Med. 2003 Jun;17(4):310-4.
  3. Last days of life: http://www.cancer.gov/cancertopics. National Cancer Institute.
  4. Registered Nurses’ Association of Ontario (RNAO). End-of-life Care during the last days and hours. Toronto (ON): 2011 Sept.http://rnao.ca/bpg/guidelines/endoflife-care-during-last-days-and-hours.
  5. Twycross R., Wilcock A., Stark Toller C. Symptom management in advanced cancer. 2009. www.palliativedrugs.com.
  6. Amadori D, Corli O, De Conno F, Maltoni M, Zucco F. Libro italiano di cure palliative. 2007. Poletto editore.
  7. Neuenschwander H. et al. Palliativmedizin. Ein Handbuch für Ärztinnen und Ärzte. Schweizerische Krebsliga, 2. Erweiterte Auflage, 2006 (Deutsch). 2007 (Franz./Ital).

RITI E RITUALI PER LA FINE DELLA VITA

In questo contributo sono state prese in esame le principali religioni del “Libro” (Cristianesimo, Ebraismo e Islam) a cui si aggiungono la religione induista e buddista. Di queste diverse confessioni saranno esaminati in sintesi i riti e rituali nel fine vita.

Ricordiamo che è possibile consultare online il repertorio delle religioni, dove sono reperibili informazioni approfondite e i riferimenti utili per il contatto diretto con i referenti dei credi presenti in Ticino.

Cristianesimo

Chiesa Cattolica Romana

Prima del decesso, se la persona è ancora cosciente, solo su sua richiesta o su richiesta dei parenti, viene chiamato il sacerdote cattolico oppure un diacono affinché il paziente possa ricevere i Sacramenti (Eucarestia e Unzione degli infermi) A morte avvenuta il sacerdote può solo benedire la salma. In seguito all’accertamento della morte, il corpo del defunto viene prima pulito e curato dal personale specializzato per poi procedere alla sua vestizione con un abito (a volte scelto dalla stessa persona e indicato ai familiari). Le mani del defunto possono essere unite e come segno della sua appartenenza religiosa può essere messo un Rosario.

Chiesa Protestante

Su richiesta viene portata la Santa cena al malato. Su richiesta del paziente o dei suoi parenti si procede all’ unzione con l’olio in caso di malattie gravi o di lunga durata, in comunione con la comunità parrocchiale.
Se desiderato avvisare il cappellano perché possa confortare i parenti. Al momento della toilette mortuaria, si possono incrociare le dita del defunto, ma non è essenziale. Si può prevedere una croce e una Bibbia aperta.
Se i parenti lo desiderano, organizzare un momento di raccoglimento e di preghiera al capezzale della persona deceduta.

Chiesa Ortodossa

Prima di un’operazione, in caso di malattia grave e se il paziente lo desidera, il prete arriva per pregare con lui e con la sua famiglia. Il prete farà la comunione ed eventualmente praticherà l’Unzione dei malati. In genere i funerali hanno luogo tre giorni dopo il decesso. La cremazione è permessa in alcuni casi.


Ebraismo

Nella tradizione ebraica vi sono dei riti ben precisi da seguire nel fine vita e dopo il decesso. Durante il fine vita è possibile che alcuni famigliari richiedano di non toccare il paziente, in quanto questo gesto potrebbe accelerare la morte secondo il loro credo. È dunque importante contattare il rappresentante religioso del paziente e della famiglia e concordare le modalità con cui affrontare le cure di fine vita.

La salma non va toccata fino a 20 minuti dopo il decesso e non va lavata. Non si deve procedere alla rimozione di protesi dentarie, il corpo va coperto con un lenzuolo bianco privo di simboli. Alcune famiglie richiedono di vegliare la salma, recitando preghiere. Mentre nella tradizione ortodossa viene richiesta l’inumazione, nelle correnti più riformiste vi è la possibilità di scegliere tra la cremazione e la sepoltura. Il funerale si tiene il più rapidamente possibile, idealmente a distanza di 24 ore dal decesso.

 

Islam

Nel fine vita, la confessione in arabo “c’è solo un Dio, Halla, Maometto è il suo profeta” deve essere formulata dal paziente stesso, da una persona vicina al paziente o ancora attraverso cassetta. Il paziente può richiedere di essere posizionato sul fianco destro, rivolto verso la Mecca. La famiglia può recitare dei versi tratti dal Corano. Il personale curante, subito dopo il decesso, potrà toccare il corpo del defunto in particolare per togliere eventuali infusioni o drenaggi. In generale, sono i suoi cari ad occuparsi della toilette rituale. Gli uomini lavano gli uomini e le donne le donne. Bisogna manipolare il corpo con decenza e rispetto. Le parti intime devono essere coperte durante questa operazione (la grande abluzione). Se non vi sono persone di credo musulmano che possono occuparsi della toilette rituale, occorre allertare i rappresentanti religiosi della moschea più vicina. Il corpo non è mai cremato ma è inumato.


Induismo


La tradizione vuole che se il paziente morente si trova in ospedale, i familiari possono chiedere di portare denaro e vestiti da far toccare al malato, prima di essere donati ai bisognosi. La famiglia veglia il paziente, leggendo testi dalle scritture sacre. Dopo la morte, il corpo deve essere lasciato coperto e gli oggetti sacri non devono essere rimossi. I familiari possono richiedere di lavare il corpo e vestire la salma.


Buddismo


I rituali inerenti il fine vita dipendono dalla tipologia di scuola buddista. La considerazione importante da fare riguarda l’aspetto emozionale del paziente al momento del decesso, poiché secondo il pensiero buddista influenza il periodo immediatamente successivo alla morte e la modalità di rinascita. Un luogo tranquillo in cui il paziente possa meditare e/o ricevere visite per pregare e leggere testi sacri è indicato. Il desiderio di morire al domicilio può essere presente e va assecondato secondo la situazione clinica contestuale.

Nella tradizione buddista principale, la famiglia richiede la presenza di un sangha (solitamente un monaco, Lama o un altro membro del clero) per recitare le preghiere dopo il decesso. Alcune scuole buddiste richiedono che la salma non venga spostata per 72 ore, in modo che la coscienza possa dissolversi in modo ottimale. La filosofia buddista indica che la salma può essere affidata ai quattro elementi chiave (terra, aria, fuoco e acqua), in accordo con le leggi territoriali del paese in cui si risiede. La cremazione è dunque frequente nella tradizione buddista.
 

Ultimo aggiornamento: 18 ottobre 2018
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