• Aperti al pubblico
  • 28 febbraio e 1 marzo

Giornata del malato 2026

  • h. 09:45 - 12:00

Arrivare a cinquant’anni di Giornata del Malato significa aver camminato a lungo accanto a tante persone.
Storie diverse, vite che a un certo punto hanno dovuto fare i conti con un limite, un dolore, un cambiamento inatteso.
In questo anniversario speciale non celebriamo solo una data, ma la forza silenziosa di chi, anche nella fragilità, continua ogni giorno a cercare senso, equilibrio, futuro.

Il tema del 2026, «autodeterminati e coinvolti», nasce da qui. Dalla necessità semplice e profondissima di non sentirsi mai messi da parte. Di non essere trattati come qualcosa che «succede», ma come qualcuno che vive, sente, pensa, desidera. Autodeterminarsi vuol dire poter dire «io», anche quando tutto sembra volerlo cancellare.

Vuol dire scegliere cosa è importante, cosa fa bene, cosa dà respiro alle giornate. Vuol dire essere rispettati nella propria identità, nei propri tempi, nelle proprie speranze, anche piccole.

Essere coinvolti vuol dire non dover portare da soli il peso delle decisioni.

Vuol dire avere accanto persone che non decidono al posto tuo, ma con te. Persone che chiedono, ascoltano, restano.

Il coinvolgimento vero è quello che ti fa sentire parte, non un peso.
È quello che ti ricorda che la tua voce conta, che la tua presenza ha valore, che la tua esperienza può diventare un punto di riferimento per chi ti sta vicino e per la comunità.