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Pronto Consulto: un progetto pilota per la gestione delle situazioni sanitarie non urgenti nel Mendrisiotto e Basso Ceresio

L’Ospedale Regionale di Mendrisio Beata Vergine e il Servizio Autoambulanza Mendrisiotto sperimentano un nuovo modello per la gestione delle situazioni sanitarie non urgenti. Un medico è a disposizione telefonicamente per orientare i cittadini che non sanno se il proprio problema richieda una risposta immediata. L’obiettivo è indirizzare ogni persona verso la risposta sanitaria più appropriata, riducendo gli accessi non necessari ai servizi d’urgenza e garantendo una maggiore disponibilità per chi ne ha più bisogno.

Pronto Consulto: un progetto pilota per la gestione delle situazioni sanitarie non urgenti nel Mendrisiotto e Basso Ceresio

Da anni, l’aumento dei costi della salute rappresenta una preoccupazione per cittadini e istituzioni. Parallelamente, i servizi sanitari sono sottoposti a una pressione sempre maggiore: Pronto soccorso e servizi di autoambulanza ricevono un numero crescente di richieste, comprese quelle per situazioni che non necessitano di una risposta urgente.

Per chi non è un professionista sanitario, valutare la gravità di un problema di salute non è sempre semplice. Di fronte a un disturbo di cui non si conosce la gravità, rivolgersi al Pronto soccorso o chiamare un’ambulanza appare la scelta più sicura. Si stima, tuttavia, che circa il 20% delle situazioni gestite dal Pronto soccorso e dal Servizio Autoambulanza potrebbe essere affrontato attraverso modalità di presa a carico meno urgenti. Per individuare il percorso corretto nasce Pronto Consulto.

Un nuovo punto di orientamento

Pronto Consulto è un servizio telefonico riconosciuto dalle casse malati e rivolto ai cittadini del Mendrisiotto e del Basso Ceresio che non sanno se il proprio problema richieda una valutazione urgente. Dopo la chiamata, un medico dell’Ospedale ricontatta l’utente entro 30 minuti e, quando opportuno, può effettuare la valutazione anche tramite videochiamata.

In base alla situazione, il medico indica il percorso più appropriato: gestire il problema a domicilio, attendere la disponibilità del proprio medico curante, recarsi al Pronto soccorso oppure attivare il Servizio Autoambulanza.

Tra le situazioni che possono beneficiare di questo orientamento rientrano, ad esempio, piccoli traumi, disturbi muscolo-scheletrici, ferite lievi, disturbi respiratori non gravi o sintomi generici come febbre moderata e malessere.

Un percorso integrato con il 144

Il progetto riguarda anche le richieste di ambulanza classificate come non urgenti dalla Centrale Ticino Soccorso. In questi casi, potrà essere inviato uno specialista clinico preospedaliero del Servizio Autoambulanza per una prima valutazione sul posto, senza l’invio immediato di un’equipe completa.

Con il supporto di un medico di Pronto Consulto, lo specialista individua la soluzione più appropriata e, quando non è necessaria una presa a carico urgente, indirizza il paziente verso il proprio medico curante o altro servizio adeguato. Al medico curante viene inoltre trasmesso un resoconto della valutazione, favorendo la continuità delle cure e l’eventuale organizzazione di ulteriori accertamenti.

Un progetto per il cittadino e per il sistema sanitario

Pronto Consulto non sostituisce il 144, il Pronto soccorso o il medico curante. Il suo obiettivo è migliorare il collegamento tra i diversi attori del sistema sanitario e aiutare ogni persona a trovare il percorso di cura più adeguato alla propria situazione.

Per i cittadini questo può significare evitare spostamenti non necessari, ridurre i tempi di attesa e, quando il problema può essere gestito attraverso un percorso meno oneroso, contenere i costi. Per il sistema sanitario significa utilizzare in modo più appropriato le risorse e garantire una maggiore disponibilità dei servizi d’urgenza per chi ne ha più bisogno.

Il progetto sarà attivo inizialmente dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 17.00, al numero 091 811 30 20. Si stima che possa gestire circa 800 chiamate all’anno e contribuire a ridurre del 15% il carico sui servizi coinvolti.

La sperimentazione durerà un anno. I risultati permetteranno di valutare l’efficacia del modello e di apportare eventuali modifiche, in vista di una decisione sulla sua possibile istituzione definitiva.

Pronto Consulto vuole essere un primo passo verso una gestione più appropriata delle richieste sanitarie non urgenti: non meno cure, ma cure più adeguate alla situazione di ciascuna persona, con l'obiettivo di migliorare il servizio per i cittadini e utilizzare in modo più efficace le risorse a disposizione della comunità.