Neurochirurgia

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Adenoma dell'ipofisi Indietro

È un tumore benigno, a lento sviluppo, legato ad una crescita incontrollata di cellule contenute all'interno dell'ipofisi.

La ghiandola si trova in prossimità del chiasma ottico. È di dimensioni abbastanza piccole e pesa non più di 0,9 g in condizione normale.

È separata dall'encefalo da una porzione della dura madre, che la sovrasta ad ombrello e attraverso un peduncolo vascolo-nervoso comunica con l'ipotalamo, che regola attraverso altre sostanze ormonali l'ipofisi stessa. Intorno alla sella turcica si trovano i seni cavernosi da cui defluiscono le carotidi interne e i nervi cranici III, IV, V1 e V2 e VI; è facile immaginare che alterazioni a carico dell'ipofisi possono quindi causare diversi effetti secondari sulla funzione visiva (compromissione del chiasma), vascolare, neurologica.
L'ipofisi secerne diversi ormoni: prolattina, GH( ormone somatotropo) , ACTH(ormone adrenocorticotropo) , LH( ormone luteinizzante) –FSH (ormone follicolo-stimolante ) e TSH (ormone tireostimolante) , controlla la secrezione di numerose altre ghiandole (tiroide, surreni, gonadi), regolando una vasta gamma di attività fisiologiche.

Classificazione
Gli adenomi vengono classificati in base alla secrezione ed alle dimensioni. Per quanto riguarda la secrezione distinguiamo gli adenomi ipofisari in:

  • Secernenti
  • Non secernenti

I secernenti a loro volta si suddividono ulteriormente in base all'ormone secreto. Per quanto riguarda invece le dimensioni distinguiamo:

  • Microadenomi: < 10 mm
  • Macroadenomi: tra 10 e 20 mm
  • Adenomi Giganti: > 20mm

Gli adenomi ipofisari rappresentano circa il 10% di tutti i tumori intracranici e sono più frequenti nelle donne in età fertile. Per quanto riguarda la sintomatologia questa dipende dalla tipologia di adenoma. I non secernenti danno manifestazione di sé soprattutto per l'effetto compressivo esercitato sulle strutture vicine, mentre i secernenti danno disturbi ormonali legati alla eccessiva produzione di un determinato ormone.

Possono essere classificate in forme non secernenti e forme secernenti:

Le forme non secernenti danno manifestazione di sé per l'effetto compressivo esercitato sulle strutture vicine, per questo motivo spesso vengono diagnosticati quando hanno già raggiunto dimensioni considerevoli (>10 mm). I sintomi dipendono dunque dalla direzione di sviluppo dell'adenoma, che può estrinsecarsi in diverse direzioni. Lo sviluppo verso l'alto determina compressione sul chiasma ottico con conseguente riduzione della vista e dell'ampiezza del campo visivo (ad es. emianopsia bitemporale). Lo sviluppo laterale può dare sintomi legati alla diretta compressione del seno cavernoso e, quindi, delle strutture in esso contenute III, IV, V1,V2, VI e carotide interna. Frequente il riscontro di alterazioni dei movimenti degli occhi e della sensibilità del viso. Infine frequente può essere il riscontro di una condizione di panipopituitarismo ovvero di una condizione patologica legata all'insufficiente produzione di ormoni da parte della ghiandola ipofisaria e che si manifesta con facile stancabilità, abbassamento della pressione arteriosa, alterazioni della sfera sessuale etc...


Le forme secernenti possono essere classificate in:

Prolattino-secernenti che rappresentano la forma più frequente e si ritrovano spesso in giovani donne. Inizialmente i disturbi riguardano alterazioni del ciclo mestruale e comparsa di secrezione dalle mammelle. Negli uomini una eccessiva produzione di prolattina riduce i livelli di testosterone con conseguenti alterazioni della sfera sessuale. ACTH-secernenti: In questo tipo di adenomi si verifica una eccessiva produzione di ACTH che determina la comparsa di una condizione patologica detta Malattia di Cushing, dovuta ad una eccessiva stimolazione, con conseguente attivazione, della corteccia surrenalica. I pazienti sviluppano quindi una patologia caratterizzata da un aumento del cortisolo presente in circolo con conseguente incremento della pressione arteriosa, della quantità di glucosio in circolo, alterazioni della concentrazione ematica del potassio, obesità, debolezza muscolare, alterazioni del flusso mestruale, osteoporosi, ulcera gastrica e turbe psichiatriche. TSH-secernenti: Sono i più rari. I pazienti manifestano spesso una condizione di malessere generale con aumento del battito cardiaco, intolleranza al caldo, sudorazione profusa, magrezza e debolezza muscolare. GH-secernenti: Si caratterizzano per la presenza di elevati livelli dell'ormone della crescita (GH) e del fattore di crescita GH-dipendente (IGF-1) che determinano un quadro patologico caratterizzato da una eccessiva e anomala crescita corporea che prende il nome di gigantismo nei bambini ed acromegalia negli adulti. L'acromegalia si presenta con aumento di volume delle mani, dei piedi, del cuore, della lingua, aumento di peso e della sudorazione, cefalea e dolori articolari.

La diagnosi dell’adenoma Ipofisario puo’ essere effettuata tramite uno studio RMN dell’encefalo con particolari ricostruzioni della Sella Turcica. E' altresì necessario completare l'iter diagnostico con un assetto ormonale ed una visita oculistica con campo visivo. La valutazione dell'assetto ormonale ci consente di distinguere tra forme secernenti e forme non secernenti.


Nell'immediato post-operatorio il paziente viene accuratamente seguito dal punto di vista neurochirurgico ed endocrinologico. Possibile la comparsa di una ulteriore condizione patologica chiamata Diabete Insipido, solitamente transitoria, che viene trattata con terapia medica. Nei casi di approccio trans-sfenoidale vengono posizionati dei tamponi nasali che vengono rimossi dopo circa 3 giorni dall'intervento chirurgico. La completa asportazione chirurgica rappresenta l'obiettivo principale. In alcuni casi, ovvero quando risulta impossibile una completa asportazione della lesione, si può ricorrere all'utilizzo della Radiochirurgia mediante sistema Cyberknife quale completamento terapeutico. Questa metodica consente di "bombardare" in maniera molto precisa la quota di tumore che non è stato possibile rimuovere ottenendo, nel giro di qualche mese, un arresto dello sviluppo della lesione e/o una riduzione delle dimensioni della stessa. Il paziente, a distanza di 3-6 mesi, eseguirà uno studio RMN encefalo di controllo, visita oculistica, campo visivo ed assetto ormonale. La prognosi è solitamente buona e la completa asportazione chirurgica conduce a guarigione.

Nel caso di macroadenomi con un eccessivo sviluppo in altezza e/o in larghezza un approccio mini-invasivo può non essere sufficiente per realizzare una asportazione completa della lesione, ecco perché bisogna necessariamente ricorrere al classico approccio trans-cranico.
 

Ultimo aggiornamento: 03 novembre 2015
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