Medicina nucleare: oggi a Bellinzona l’esame dei primi pazienti con la nuova strumentazione PET-CT dell’EOC

25 October 2005

Applicazioni in oncologia ma anche in cardiologia, neurologia, biomedicina

Oggi l’équipe diretta dal capo servizio Dr med. Luca Giovanella ha svolto presso il Servizio cantonale di medicina nucleare dell’EOC, all’Ospedale regionale di Bellinzona e Valli, l’esame dei primi pazienti con la nuova strumentazione per tomografie ad emissione di positroni (PET) associata alla tomografia assiale computerizzata (TAC). Nel campo della diagnostica, soprattutto in ambito oncologico, la PET-CT rappresenta un grande passo avanti per i malati di questo Cantone; la nuova apparecchiatura, l’unica esistente in Ticino - la quarta in Svizzera - conferma la volontà dell’Ente ospedaliero cantonale di rimanere costantemente al passo con l’innovazione tecnologica al servizio del paziente. Grazie alla nuova macchina si evita il trasferimento dei pazienti fuori Cantone ed i relativi disagi. La nuova PET è considerata con grande interesse anche dall’Istituto oncologico della Svizzera italiana (IOSI) e dall’Istituto di ricerche in biomedicina (IRB). Nel caso di tumori, la PET vede molto bene, in una sola volta, l’estensione del tumore e (se ve ne sono) le metastasi diffuse nell’organismo. Finora, con la risonanza magnetica (RM) o con la TAC - apparecchiature che riflettono essenzialmente la struttura dell’organo - occorrevano diversi esami per giungere alle medesime conclusioni e i risultati non erano sempre così chiari e immediati. Il sistema integrato PET-TAC acquisisce contemporaneamente le due immagini, garantendo migliore precisione, fondamentale per trattare adeguatamente le patologie soprattutto oncologiche. La PET vede con esattezza il punto da cui partono le eventuali metastasi e il loro percorso: grazie alla nuova macchina è possibile definire anche la stadiazione (estensione) e l’eventuale progressione o regressione della malattia durante i trattamenti. Questo permette di modificare le cure e definire la terapia più efficace molto prima che con le altre tecniche. Grazie alla combinazione della PET con un tomografo CT il medico nucleare riesce ad esaminare meglio l’interno degli organi. La CT (o TAC) rileva infatti la densità dei tessuti e i dati sono poi convertiti dal computer in immagini che costituiscono la mappa dell’organismo del paziente. A queste immagini CT vengono ora integrate quelle ottenute dalla PET, nella stessa seduta d’esame, e in questo modo le lesioni tumorali iperattive possono essere localizzate con grandissima precisione. In occasione dell’installazione delle nuove apparecchiature gli spazi del Servizio di medicina nucleare - Servizio autonomo all'interno dello IOSI, con sue sedi a Bellinzona e Lugano nell'ambito del concetto di Ospedale multisito EOC - sono stati rinnovati e garantiscono al paziente il massimo confort. Funzionamento Nell’organismo del paziente viene iniettato glucosio “marcato” con un prodotto radioattivo ( radiofarmaco ). Il glucosio, che svolge una parte essenziale nel metabolismo dei tessuti normali, in caso di malattie tumorali viene accumulato molto più intensamente che non nei tessuti sani. Il glucosio marcato si accumula, dopo circa 40 minuti dall’inizio dell’esame, nelle cellule tumorali e diventa visibile alla strumentazione della PET grazie al radiofarmaco. Applicazioni La PET-CT trova applicazione nella diagnosi, nella stadiazione, nella valutazione della risposta alla terapia e nel monitoraggio nel tempo di pazienti affetti da tumori della mammella, del polmone, del distretto capo-collo, dei linfomi e di molte altre neoplasie. In campo non-oncologico la PET-CT può essere impiegata nelle malattie cardiache, in particolare per la selezione dei pazienti con grave cardiopatia ischemica da sottoporre chirurgicamente a rivascolarizzazione cardiaca. In questo settore la PET-CT affianca la scintigrafia miocardica che rappresenta l’indagine più efficace per valutare la probabilità che un paziente possa presentare eventi ischemici ( angina, infarto ). In ambito neurologico la PET-CT può essere associata ad altre tecniche di medicina nucleare ( SPET, scintigrafia recettoriale ) nello studio delle demenze ( morbo di Alzheimer ed altri quadri) e nella localizzazione di focolai epilettogeni prima della loro asportazione neurochirurgica. Infine la PET-CT permette ampie applicazioni nell’ambito della ricerca biomedica, sia per quanto riguarda la valutazione degli effetti di nuovi farmaci sia per lo sviluppo di nuove terapie. Approfondimento scientifico La tecnologia PET ( Positron Emission Tomography ) é conosciuta da alcune decine di anni, ma solo da poco ha lasciato i laboratori per essere impiegata quale mezzo diagnostico nel campo della medicina nucleare. La diagnostica tramite PET è stata oggetto di numerosi ed importanti studi clinici a livello internazionale che hanno permesso di stabilirne l'efficacia e la precisione diagnostica nell'applicazione a determinate patologie. La tecnologia PET permette, tramite la visualizzazione della distribuzione di un farmaco radioattivo iniettato nel paziente, di ottenere informazioni sul metabolismo cellulare, sulla fisiologia e sulla patologia dei differenti organi indagati. Queste informazioni risultano preziose ed utilissime per indirizzare l'approccio terapeutico e monitorarne l'effetto, nonché per valutarne la prognosi. Grazie all’impiego di isotopi radioattivi ad emissione di positroni, categoria cui appartengono i principali costituenti della chimica organica, quali fluoro (F18), carbonio (C11), azoto (N13) e ossigeno (O15), è possibile marcare molecole normalmente impiegate dall’organismo nei processi fisiologici, permettendo così di visualizzare le funzioni biologiche e offrendo, quale fondamentale vantaggio di questa tecnica, la possibilità di disporre di misurazioni quantitative relative a tali funzioni. L’elevata risoluzione costituisce un ulteriore punto di forza della PET, che, basandosi sul calcolo delle emissioni coincidenti, mette a segno un gran passo avanti per rapporto alle metodologie standard di medicina nucleare. La PET riveste anche una grande importanza dal profilo scientifico e nella ricerca farmacologica. E’ infatti possibile visualizzare l’evoluzione di una molecola dopo la sua ammissione nell’organismo. In questo particolare settore esiste un grande interesse da parte dello IOSI anche per poter ulteriormente accentuare gli sforzi nella ricerca.

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