Pronto soccorso, la soddisfazione dei pazienti

01 June 2001

Il 95 % dei pazienti del pronto soccorso (PS) giudica complessivamente da “abbastanza soddisfacenti” a “molto soddisfacenti” le cure ricevute; si auspica una riduzione dei tempi d’attesa e una migliore informazione. Queste le indicazioni principali di un rilevamento approfondito, preparato dall’EOC e condotto da un organismo di ricerca esterno negli ospedali regionali di Lugano, Locarno, Bellinzona e Mendrisio. I risultati sono stati discussi la scorsa settimana tra l’EOC e la direzione degli ospedali.

L’indagine si è svolta nel periodo più impegnativo per il servizio delle urgenze, il mese di luglio, quando il clima, la disponibilità di tempo libero della popolazione (vacanze) e il turismo sollecitano il PS più che in altri momenti dell'anno. L’EOC ha misurato il grado di soddisfazione degli utenti, prendendo in considerazione i pazienti che si rivolgono al PS per problemi urgenti ma non gravi, ossia la maggior parte (70 % - 80 %) dell'utenza. E’ stato interpellato un campione rappresentativo di 2500 pazienti che subito dopo il rientro a domicilio (residenza nel Cantone Ticino) hanno ricevuto un questionario con 40 domande suddivise in 5 aree: ammissione, relazione medico-paziente, relazione infermiere-paziente, organizzazione, informazione. Il tasso di risposta al questionario, 63 % , pari a 1'526 persone, mostra una buona accoglienza dello studio da parte degli utenti. Il grado di soddisfazione più elevato riguarda la relazione tra medico-paziente e infermiere-paziente. Miglioramenti ulteriori sono richiesti, invece, nel capitolo “ammissione” (ambiente, tempi d’attesa) e “informazione ricevuta” (analisi ed esami effettuati; segni o sintomi cui prestare attenzione al rientro a casa). I tempi d’attesa al PS sono determinati dall’afflusso di pazienti, sempe assai variabile, e dalla gravità delle situazioni. Tenendo conto di questi condizionamenti, gli ospedali hanno deciso di migliorare ulteriormente l’informazione ai pazienti e ai famigliari che li accompagnano, prestando ancora più attenzione alle comunicazioni circa l’attesa, gli esami e le cure messe in atto, il proseguimento delle cure a domicilio. Gli ospedali, laddove non è ancora il caso, intendono migliorare, inoltre, l’accoglienza, mettendo a disposizione riviste, giornali, distributori di bevande, giochi per i bambini.

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