Medicina nucleare e Centro PET-CT

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Come si effettua la scintigrafia?

L’indagine scintigrafica si articola in diverse fasi:

  1. La somministrazione del tracciante avviene nella maggior parte dei casi per via endovenosa, ma per alcune indagini specifiche si utilizzano la somministrazione per via orale, per inalazione o per iniezione intradermica.
  2. Il periodo di attesa tra la somministrazione del tracciante e l’esame scintigrafico può variare, a seconda del tipo di esame da eseguire, da alcuni minuti a qualche ora, o addirittura qualche giorno, in base al differente meccanismo di accumulo nell’organo del radiofarmaco utilizzato (vedi schede dei singoli esami).
  3. L’esecuzione della scintigrafia avviene facendo distendere il paziente sul lettino della Gamma Camera e posizionando il rilevatore vicino alla parte del corpo da esaminare. Il rilevatore può muoversi lungo il corpo o ruotare intorno ad esso in relazione al tipo di indagine richiesta.

La Gamma Camera non produce radiazioni, ma le registra rilevandole dall’organo in esame. Durante lo studio scintigrafico è necessario togliere gli oggetti metallici dal campo di rilevazione che, altrimenti, possono alterare la qualità della immagine risultante. 

La scintigrafia è dolorosa e/o pericolosa?

No, non è dolorosa; l’unico disagio è il fastidio provocato dalla iniezione endovenosa, attraverso la quale viene somministrato il tracciante.
L’indagine non è assolutamente pericolosa; la quantità di radiazioni assorbita dal corpo è molto piccola e la dose al paziente è inferiore o paragonabile a quella dei più comuni esami radiologici. I radiofarmaci non sono tossici e generalmente non provocano effetti secondari né allergie. Tuttavia è opportuno segnalare al medico eventuali precedenti episodi di reazione allergiche (per esempio ai mezzi di contrasto radiologici) ed eventuali malattie allergiche (p.es. rinite allergica, asma).

Chi può effettuare la scintigrafia?

Chiunque, in presenza di motivata e precisa indicazione medica può essere sottoposto ad uno studio scintigrafico, dal neonato alla persona anziana. 

Gravidanza

Generalmente gli esami scintigrafici non vengono eseguiti in corso di gravidanza. Pertanto le donne in gravidanza o che presentano ritardo del ciclo mestruale devono segnalarlo al Medico Nucleare o al Tecnico di Medicina Nucleare prima dell’iniezione. Nei casi di dubbi verrà richiesto un test di gravidanza.
È importante sapere che se la gravidanza insorge successivamente all’indagine scintigrafica, anche a breve distanza di tempo dalla esecuzione dell’esame, non esiste alcun problema per il feto.

Allattamento

il Medico Nucleare o il Tecnico di Medicina Nucleare devono essere avvisati di questa circostanza e forniranno istruzioni sul periodo della eventuale interruzione dell’allattamento al seno, che, può variare in relazione al radiofarmaco somministrato, da alcune ore a 1-2 giorni.

È necessaria una preparazione prima della scintigrafia?

Generalmente no; in casi particolari la preparazione da eseguire viene comunicata al momento della prenotazione dell’esame.

Ê necessario sospendere la terapia farmacologica in atto?

Normalmente no; qualora fosse indispensabile interrompere l’assunzione degli eventuali farmaci assunti regolarmente dal paziente, le indicazioni sulla modalità e la durata della sospensione vengono fornite al momento della prenotazione della scintigrafia.

Cosa succede al termine della scintigrafia?

Le persone che hanno eseguito l’indagine scintigrafica possono riprendere tutte le loro normali attività ed abitudini. I radiofarmaci usati sono eliminati rapidamente dall’organismo, generalmente in alcune ore. È consigliabile che per le 3 ore successive al termine dell’esame, il paziente eviti un contatto diretto con bimbi piccoli (< 2 anni) e donne in gravidanza. In casi particolari sarà premura del Medico Nucleare fornire ulteriori informazioni.

Radioprotezione - istruzioni per i pazienti che hanno eseguito un esame scintigrafico

L’isotopo radioattivo somministrato per l’indagine scintigrafica sarà eliminato per la maggior parte con le urine. Tuttavia, una piccola parte di radioattività potrà residuare nel suo corpo dopo aver lasciato l’ospedale: questa si ridurrà spontaneamente fino a scomparire completamente (i.e. decadimento) nell’arco di alcune ore. Ciò non comporta alcun rischio né per il paziente che, pertanto, può continuare a seguire la normale vita quotidiana, né per le persone che frequenta. In casi particolari sarà premura del Medico Nucleare fornire ulteriori informazioni.

Domande frequenti

Posso andare al cinema o ad altri spettacoli?
Trascorse 3 ore dal termine dell’esame non sussistono limitazioni. In casi particolari sarà premura del Medico Nucleare fornire ulteriori informazioni.

Posso servirmi della stessa toilette di cui si servono altre persone?
Trascorse 3 ore dalla somministrazione del radiofarmaco non sussistono limitazioni. Prima è comunque possibile prestando particolare attenzione ad evitare ogni perdita di urina al di fuori del WC ed lavarsi accuratamente le mani.

Cosa succede se devo andare in Ospedale?

In caso di ricovero imprevisto, informate il medico che siete stati sottoposti di recente ad un esame di Medicina Nucleare. Questa norma vale anche se siete ricoverati nello stesso ospedale in cui avete eseguito l’esame. 

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