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Centro di Senologia della Svizzera Italiana

Ospedale Regionale di Lugano, Italiano
Ospedale Regionale di Bellinzona e Valli, Bellinzona
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Centro di Senologia della Svizzera Italiana

Sostegno psicologico Indietro

Dopo la diagnosi, emozioni, paure e ansie fanno la loro comparsa accompagnate da timori e preoccupazioni per il futuro e per come informare e relazionarsi al meglio con i propri cari (partner, figli, genitori, fratelli, amici, colleghi).

Il partner e i figli vivono l’incontro con la malattia con analoghi vissuti emotivi e preoccupazioni, che vengono però spesso taciuti o negati nella speranza di preservare il familiare colpito dalla malattia da ulteriori sofferenze. Questo comportamento rischia di isolare e bloccare ognuno nella propria preoccupazione, impedendo la condivisione dei vissuti emotivi, che faciliterebbe l’accettazione della malattia da parte di tutti.

Non sempre il bisogno di un supporto psicologico si manifesta al momento della diagnosi o quando l'iter terapeutico è in corso ma viene spesso richiesto, in modo esplicito o implicito, al termine delle cure, quando l'agenda terapeutica si snellisce per far posto ai controlli di routine.
Il senso di abbandono e l'ansia, che possono manifestarsi nel lasso di tempo tra un controllo e l’altro, portano le pazienti a sentirsi sole. Una solitudine che per alcune di loro è il primo vero incontro con la malattia, fino ad allora condivisa con i curati.

A chi si rivolge il servizio

Non sempre l’aiuto psicologico è volto alle pazienti; sempre più spesso assistiamo all'emergenza di richieste di sostegno da parte del partner e/o dei figli. Sono bisogni legittimi, richieste da accogliere e prendere seriamente in considerazione anche se appaiono timidamente e talvolta accompagnate da sentimenti di colpa e inadeguatezza.
I figli, soprattutto quando sono piccoli o nella fase adolescenziale, possono manifestare difficoltà specifiche, da accogliere per aiutarli ad affrontarle.

Multidisciplinarietà

In un team multidisciplinare, la presa a carico globale delle nostre pazienti deve passare dalla condivisione e lo scambio tra specialisti sui vari aspetti fisici ed emotivi verso la ricerca di una qualità di vita buona per la paziente e la sua famiglia.

Ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2016
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