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Un abbraccio lungo 150 anni

19 gennaio 2010

<p><strong>Sono passati 150 anni dall&rsquo;inaugurazione dell&rsquo;Ospizio della Beata Vergine a Mendrisio e 20 anni dall&rsquo;apertura del nuovo ospedale.&nbsp; L&rsquo;OBV intende sottolineare nell&rsquo;anno in corso questi importanti anniversari con una serie di eventi e manifestazioni legate insieme da un&rsquo;immagine: l&rsquo;abbraccio.</strong></p>

“Ticinesi, erigete un inno di riconoscenza, al conte Alfonso Turconi, fondatore dell’Ospizio che ha nome dalla Vergine, il cui legato, fecondato dalle cure solerti di zelanti amministratori, crebbe a tale, da poter erigere e dotare il nosocomio cantonale, augusta mole, che in questo auspicato giorno 19 marzo 1860, viene con solenne rito inaugurato”, si legge nella lapide murata in occasione dell’apertura ufficiale dell’ospizio. Fu in questo modo realizzato il lascito del nobile milanese, nato il 12 febbraio 1738 da una famiglia che aveva vaste proprietà nel Comasco e nella nostra regione,  tra cui la villa di Loverciano, a Castel San Pietro. Il conte Turconi, alla sua morte, avvenuta   a Parigi il 28 settembre 1805, nominò erede universale dei beni in Canton Ticino la Comunità di Mendrisio, “per formare la dotazione di uno Spedale per la cura degli ammalati che appartengono a famiglie povere e bisognose da erigersi nel distretto di Mendrisio e a favore specialmente degli abitanti del Canton Ticino”.

Il capitale (mobile e immobile) da lui donato venne gestito da una apposita commissione composta da “tre dei più probi e facoltosi abitanti del paese”.  Dopo 50 anni di amministrazione e diversi colpi di scena si giunse, nel 1853, all’approvazione del progetto dell’ospizio, curato dall’architetto Luigi Fontana ed all’apertura del cantiere, durato 7 anni, nel sito dove sorgeva l’ex Convento dei Padri Cappuccini. L’ospedale venne inaugurato con una solenne cerimonia il 19 marzo 1860, giorno di San Giuseppe. “La concezione architettonica globale dell’edificio – rileva Nicoletta Ossanna Cavadini, storica dell’architettura -  può essere considerata a buon diritto fra gli esempi più significativi e coerenti della tipologia ottocentesca di struttura ospedaliera, realizzata in area padana nella prima metà del XIX secolo”.

La storia procede, i bisogni cambiano, gli ospedali ticinesi sono nel frattempo stati organizzati nell’ambito di un unico ente, l’EOC. Nel 1990 l’ospizio, che ha svolto il suo prezioso servizio per 130 anni è stato lasciato (diventerà poi sede dell’Accademia d’architettura) e l’ospedale si è trasferito nella nuova sede, un unico edificio moderno ed efficiente. Dall’iniziale dotazione ottocentesca - 40 letti, 3 “Soeurs de la Charité”, 2 medici, un infermiere ed un portinaio - ai numeri odierni sono cambiate tante cose, ma lo spirito iniziale, la missione fondamentale, quella della cura, come pure il legame inscindibile con la popolazione ed il suo territorio sono rimasti inalterati.

Oltre al nobiluomo milanese, numerosi altri cittadini di varia estrazione sociale, noti e meno noti hanno contribuito nei decenni, attraverso donazioni, allo sviluppo dell’ospedale e al costante aggiornamento della sua dotazione tecnica. Fino a poco tempo fa, nel giorno del Corpus Domini venivano esposte sul muro perimetrale della Chiesa dei Cappuccini le targhe commemorative dei benefattori. 

La doppia ricorrenza di quest’anno assume perciò un significato importante per l’intero distretto. La Direzione dell’ospedale ha voluto organizzare una serie di eventi e manifestazioni, con il desiderio di coinvolgere tutti coloro che permettono all’ospedale di svolgere la propria missione.

Sono state previste una giornata di festa in cui l’OBV aprirà le sue porte alla popolazione, una serata-concerto per i partner sanitari, una Messa e una visita dell’Ospedale da parte di Monsignor Vescovo, un progetto che coinvolgerà tutte le scuole medie della regione, una mostra al Museo di Mendrisio sulla storia dell’OBV, due pubblicazioni sulla storia e sulle opere d’arte ivi presenti, alcune serate di intrattenimento per i pazienti e per il personale, diverse mostre tematiche lungo i corridoi dell’edificio. Un programma intenso, facilitato nella sua realizzazione dal supporto di preziosi amici e partner dell’ospedale.

L’immagine scelta per affiancare tutti questi eventi, e non poteva essere altrimenti, è la visione di un ideale abbraccio. L’abbraccio che la popolazione ha manifestato al suo ospedale in questi 150 anni ed a cui  l’OBV ha sempre cercato di rispondere. L’ospedale è infatti il luogo dell’accoglienza, dell’aiuto e della presa a carico del cittadino in un momento di difficoltà. La visione del nostro ospedale è che l’accoglienza, istituzionalmente radicata nell’OBV, si trasformi, attraverso il calore e la competenza, in un abbraccio di sostegno.
 

Ultimo aggiornamento: 22 gennaio 2016