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Bollini rosa all'EOC per l'attenzione con cui vengono curate le donne nei suoi ospedali

06 luglio 2009

L’Ente Ospedaliero Cantonale ha ricevuto nei giorni scorsi a Roma un importante riconoscimento per l’attenzione riservata alle cure della donna nei suoi ospedali, i “bollini rosa”, attribuiti dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna, ONDA.

Istituito tre anni fa con lo scopo di identificare strutture “d’eccellenza al femminile”, l’Osservatorio ha ora esteso il riconoscimento anche ad ospedali esteri. Così, accanto a numerose strutture sanitarie italiane, ONDA ha anche premiato gli istituti dell’EOC.

Fra le personalità presenti alla cerimonia, svoltasi alla Camera dei deputati, la sottosegretaria del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali Francesca Martini, la presidente di ONDA Francesca Merzagora e Giovanni Scambia, responsabile del Dipartimento per la tutela della salute della donna dell’Ospedale Policlinico A. Gemelli, di Roma. L’EOC era rappresentato dalla responsabile per la comunicazione Natascia Valenta.

L’obiettivo di ONDA è di facilitare, da parte della donna, la scelta del luogo in cui farsi curare. Non sempre le strutture sanitarie tengono conto della diversità di genere nell’accogliere i propri pazienti: l’infarto, per esempio, è diverso dall’uomo alla donna, come lo sono alcune patologie del sistema nervoso; anche i farmaci sono sovente studiati per l’uomo e poi indicati per pazienti di entrambi i sessi. I bollini rosa attestano perciò l’impegno degli ospedali nel promuovere, anche a livello organizzativo, cure, attenzioni e terapie rivolte in modo specifico alla donna.

ONDA ha sottolineato in particolare la qualità del servizio offerto nei reparti di ostetricia e ginecologia: al di là del momento del parto, gli ospedali offrono una serie di servizi molto apprezzati dalle famiglie, dai corsi di preparazione alla nascita all’area di accoglienza per le neo-mamme e i neo-papà, alla consulenza per l’allattamento, alla prevenzione della depressione dopo-parto.

L’EOC è stato premiato pure per la dimensione multietnica degli ospedali che si traduce nella preparazione dei pasti con possibilità di diete anche per pazienti di culture religiose diverse, nella documentazione multilingue, nell’assistenza religiosa anche per i non cattolici. Di particolare risalto il Centro di Senologia della Svizzera italiana che nelle sue sedi di Bellinzona e Lugano offre alle paziente cure multidisciplinari sempre aggiornate nella cura dei tumori al seno, senza tralasciare il lato umano e il coinvolgimento della famiglia della donna.

Ultimo aggiornamento: 22 gennaio 2016